Puglia interiore

Corato

Due cerchi concentrici definiscono l'abitato, tra le fertili campagne del gradino premurgiano. Terra d'ulivi e vigne basse, accoglie il viaggiatore con strade di chianca e pietra lavica, che penetrano con naturalezza nel cuore antico del paese. Qui svetta solitario il campanile della Chiesa Madre, custode del morbido volto della Madonna di Costantinopoli. Non lontano dal centro la storia si fa millenaria: la necropoli di San Magno è memoria dell'età del bronzo, l'ulivo secolare cattedrale della terra.


Ruvo di Puglia - distanza 7 km

Elegante e ritrosa, è nota soprattutto per la sua Cattedrale, tra le più singolari chiese romaniche: il suo suggestivo slancio ascensionale sembra preludere al gotico. Il centro storico, tra i più belli della regione, è una perla preziosa da scoprire a passo lieve.


Parco Nazionale dell'Alta Murgia - distanza 9 km

Si va di colle in colle, ondulando per le Murge, fino al panorama vastissimo di pascoli riarsi, ulivi e vigne. Paesaggio lunare e metafisico, unico esempio di steppa mediterranea in Italia, annega il visitatore nel silenzio, interrotto dal volo degli uccelli e dalle visioni in chiaro scuro di trulli e masserie, ricordo di pastori transumanti.


Trani - distanza 12 km

La pietra bianca si specchia sul porto che fu nel medioevo la piazza mercantile più importante del basso Adriatico. Ma è la Cattedrale, regina dei venti, a lasciare a bocca aperta anche il visitatore più distratto: la visita somiglia così a un sogno sublime.


Castel del Monte - distanza 16 km

Solitario baluardo di una regalità antica, ai piedi delle sue pareti lo sguardo si perde nella maestosa imponenza di quest’opera unica e perfetta in ogni sua parte, meraviglioso enigma ancora da svelare.


Bitonto - distanza 26 km

Un groviglio di vie tortuose porta al piazzale del Duomo, la più matura espressione dell’architettura sacra pugliese. Non si osi, però, fermarsi sulla soglia: l’interno, nobile, mistico, austero, superbamente armonico, custodisce un ambone di Maestro Nicola, capolavoro assoluto d’arte plastica. Ancora, nella cripta, un bosco sacro di colonne scolpite, e, infine, lo spettacolare grifone a mosaico, eccezionale ritrovamento d’una manciata d’anni fa.
Intorno alla città veglia, onnipresente, l’ulivo.


Bari - distanza 39 km

Bari viene dal mare, tutto accoglie e scruta e respinge da sé, come il mare. Nei vicoli e nelle chiese della città vecchia si respira l’aria del sud più autentico, operoso e contemplativo, devoto e guascone. Improvvisa s’alza al cielo levantino la superba basilica dedicata a Nicola di Myra: sulle tracce del santo, da quasi un millennio, si incrociano i passi di molte genti in pellegrinaggio alle sue spoglie, portate, come un dono, dal mare.


Altamura - distanza 44 km

L'attuale parte antica, a irregolare ellisse intorno alla Cattedrale, corrisponde alla rifondazione di Federico II di Svevia, che vi chiamò dai paesi vicini genti latine, greche, ebraiche di cui ancora oggi si leggono le tracce. Leonessa di Puglia, custodisce gelosa la ricetta di un pane che sa di ricordo.


Matera - distanza 55 km

Dalla Puglia alla Lucania il passo è breve: attraversata l’Alta Murgia si giunge ben presto a Matera, ma si potrebbe pensar d’essere a Gerusalemme. Matera è un mosaico di vuoti, la bellezza drammatica dei Sassi lascia senza parole: accadde anche a Pier Paolo Pasolini che qui vi girò il suo Vangelo secondo Matteo.


Polignano a Mare - distanza 75 km

Squarci d’azzurro tra le stradine del centro confondono le linee del cielo e del mare: si cammina a strapiombo sugli scogli, ed è così che a Domenico Modugno parve all’improvviso di Volare.


Alberobello - distanza 100 km

"Mi sveglio e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia". Così D’Annunzio di fronte ai trulli di Alberobello. L’incantesimo di pietra continua nei pinnacoli delle case, dalle curiose geometrie apotropaiche. L’unicità e la grazia di quest’umile tipologia architettonica ha portato l’UNESCO a eleggere la capitale dei trulli patrimonio mondiale dell’umanità.



Sapori di Puglia

" La cucina pugliese è fatta di semplicità e di fantasia, come umile e fantasioso è il popolo di questa terra.

Pozzaioli, versuvieri, terrazzani, cioè i contadini di Puglia: un popolo di formiche ha trasformato una terra di pietra e una terra senz'acqua, in giardini.

I nostri fiori sono i cavoli, le cime di rape, le cipolle. La poesia del nostro popolo è quella dei cespi di cicorie selvatiche, amarognole, delle dolcissime lattughe, delle fave fresche, dei sedani, delle melanzane bianche, nere, rosse, dei cardoncelli e dei pomodori.

Non si può capire la cucina di Puglia se non si riesce a penetrare nella difficile e inaspettata bellezza di questo paesaggio, fatto di grandi cieli, di luci basse, di pianure affilate come lame di coltelli e rotte qua e là dall'improvvisa apparizione di bianchi paesi incendiati dal sole."

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